I primi sei errori nell'adozione GenAI riguardano la fase di ideazione e sperimentazione. I sei che seguono emergono quando si prova a portare le soluzioni in produzione. È qui che molte organizzazioni si bloccano, spesso senza capire perché.
Sottovalutare l'AI engineering
Passare da un POC funzionante a una soluzione in produzione richiede un lavoro di ingegnerizzazione che la maggior parte delle organizzazioni non ha pianificato. Un caso documentato mostra questa curva chiaramente: un cliente ha costruito una soluzione per la propria knowledge base con meno di 100.000 dollari, ottenendo un recall rate superiore al 60%. Per portarlo all'80% ha investito altri 200.000 dollari. Per arrivare al 90% avrebbe dovuto spendere un milione di dollari, e con un altro milione avrebbe ottenuto solo un ulteriore punto percentuale. Sapere dove si trova il confine del valore marginale è parte integrante della pianificazione.
La compliance che blocca tutto
Molti POC di successo vengono abbandonati per problemi di compliance su sicurezza dei dati, privacy ed etica. Il nodo non è la compliance in sé, che è necessaria, ma la mancanza di trasparenza nel processo. Quando il team AI non capisce come vengono valutate le decisioni di compliance, la frustrazione blocca l'iniziativa. Serve un AI board che sintetizzi le priorità degli stakeholder e valuti i casi d'uso in modo trasparente su costo, rischio e valore.
Un approccio unico ai dati per tutti i casi d'uso
I metodi tradizionali di gestione dei dati non sono sufficienti per l'AI in produzione. Ogni caso d'uso ha contesti e requisiti diversi di qualità, governance e rappresentatività dei dati. Serve un'infrastruttura dati adattiva, con metadati contestuali ricchi e un framework di valutazione continuativa che monitori i drift nel tempo.
Perdere di vista l'obiettivo allineato
Un sistema che funziona tecnicamente può comunque fallire se il business non capisce cosa sta facendo o non si fida dei risultati. Un caso emblematico: un'azienda ha usato GenAI per prevedere le dimissioni dei dipendenti, identificando promozioni e aumenti salariali come i principali fattori di rischio. Il top management si è trovato davanti a un dilemma etico: gestire le promozioni in base al rischio di attrition o in base alla performance? Il caso d'uso è stato cancellato. La lezione è che governance e trasparenza devono essere integrate fin dall'inizio, non aggiunte dopo.
Trattare l'AI come un progetto finito
Un progetto AI ha una data di inizio ma non una di fine. I costi di preparazione dei dati, di servizio del modello, di testing e di infrastruttura continuano anche dopo il lancio. Molte aziende si trovano a corto di budget non perché abbiano sottostimato il progetto iniziale, ma perché non hanno pianificato la fase operativa. Gestire l'AI come un prodotto, con un product manager dedicato e una metodologia agile, è la risposta strutturale a questo problema.
Abbandonare troppo presto
Le soluzioni AI in produzione si degradano nel tempo man mano che i dati e le esigenze del business cambiano. Un'azienda che aveva avuto successo nella fase di POC si è trovata in difficoltà in produzione per via di questi drift. Invece di abbandonare, ha investito in capacità LLMOps, inclusi monitoring, valutazione e observability, riuscendo a gestire la natura dinamica dei requisiti. Il monitoraggio continuo non è un optional: è parte integrante di qualsiasi deployment AI serio.