L'onboarding di un nuovo cliente è uno dei processi più costosi e più esposti all'errore umano che esistano in azienda. Richiede raccolta documentale, verifica dati, configurazioni di sistema, comunicazioni sequenziali e coordinamento tra funzioni diverse. Ogni passaggio manuale è un punto di attrito, e ogni attrito nei primi giorni aumenta il rischio che il cliente abbandoni prima di aver visto il valore del servizio.
Gli agenti AI sono la risposta tecnica a questo problema. Ma tra la pressione a adottarli e la capacità di farlo in modo che produca risultati, c'è una distanza che molte aziende stanno sottovalutando.
La pressione è reale, i budget ci sono
In una survey condotta nell'aprile-maggio 2025 su 265 responsabili di customer service e support, Gartner ha rilevato che il 77% di questi leader sente pressione dai vertici aziendali per adottare l'AI, e il 75% dichiara di avere budget in aumento per le iniziative AI rispetto all'anno precedente. Il responsabile tipo sta pianificando di aggiungere cinque nuovi ruoli nei prossimi dodici mesi per gestire questi investimenti.
I numeri riflettono un cambio di priorità che riguarda direttamente l'onboarding. Quando i vertici spingono per automatizzare il customer service, le prime aree che finiscono sotto esame sono quelle più dense di task ripetitivi: raccolta documenti, verifica identità, configurazione account, invio comunicazioni. Tutte attività che compongono l'onboarding di un nuovo cliente.
Quattro aree dove l'AI produce impatto misurabile
Gartner ha identificato quattro categorie di casi d'uso AI nel customer service con il maggiore potenziale di impatto. La prima riguarda l'assistenza agli agenti umani, con strumenti che suggeriscono risposte, recuperano informazioni e riducono il tempo di gestione. La seconda è il self-service, dove il cliente risolve autonomamente attraverso interfacce guidate dall'AI. La terza è l'automazione dei processi operativi di supporto, tra cui analytics, generazione di contenuti per la knowledge base e quality assurance. La quarta, quella con le implicazioni più ampie, è l'agentic AI: sistemi che gestiscono in autonomia workflow complessi e richieste multi-step.
L'onboarding clienti tocca tutte e quattro le categorie. Un sistema agentico ben configurato può raccogliere i documenti necessari, verificarli, aggiornare i sistemi interni, inviare le comunicazioni di benvenuto, rilevare quando un cliente si blocca in un passaggio e attivare un'escalation verso un operatore umano. Tutto senza che nessuno debba coordinare manualmente i singoli passaggi.
Il cliente cambia: arrivano i machine customer
C'è un elemento del quadro che cambia le regole in modo più radicale di quanto sembri. Gartner, in una survey condotta su 4.879 clienti tra gennaio e febbraio 2025, ha rilevato che il 51% sarebbe disposto a usare un assistente GenAI personale per gestire le interazioni di servizio per loro conto. Non solo ricevere assistenza da un'AI, ma delegare all'AI la gestione del rapporto con il fornitore.
Questo significa che nel processo di onboarding potrebbe non esserci più un essere umano dall'altro lato. Il nuovo cliente è un agente AI che raccoglie informazioni, compila moduli, risponde a domande di verifica e negozia condizioni contrattuali. Le aziende che stanno costruendo sistemi di onboarding oggi devono considerare questa eventualità: i loro flussi automatizzati dovranno essere in grado di interagire non solo con persone fisiche, ma anche con altri agenti.
Entro il 2029, l'80% dei problemi comuni risolti senza umani
La previsione Gartner più citata in questo ambito è quella pubblicata a marzo 2025: entro il 2029, l'agentic AI risolverà autonomamente l'80% dei problemi comuni di customer service senza intervento umano. La direzione è chiara. I team di customer service che oggi gestiscono richieste in ingresso da clienti umani dovranno adattarsi a un futuro in cui la quota di interazioni automatizzate diventa dominante.
Per chi gestisce l'onboarding, questa traiettoria implica una riprogettazione dei processi che va oltre l'aggiunta di uno strumento AI. Significa ridefinire quali passaggi richiedono giudizio umano, quali possono essere completamente automatizzati, e come strutturare l'escalation nei casi in cui l'agente non è in grado di procedere da solo.
Il rischio che i progetti non citano mai
C'è un dato che compare raramente nelle presentazioni sui progetti di automazione: Gartner stima che oltre il 40% dei progetti di agentic AI verrà cancellato entro il 2027, per una combinazione di costi fuori controllo, valore poco chiaro e governance insufficiente. Non è un avvertimento secondario. In un contesto in cui il 77% delle aziende sta aumentando gli investimenti AI sotto pressione dei vertici, la probabilità di avviare progetti mal definiti è concreta.
I progetti di onboarding automatizzato sono particolarmente esposti a questo rischio. Il processo tocca dati sensibili dei clienti, richiede integrazione con sistemi legacy spesso eterogenei, deve rispettare vincoli normativi specifici per settore e non può permettersi errori nelle fasi critiche come la verifica dell'identità o la firma dei contratti. Un agente AI che sbaglia in questi passaggi non produce solo un disservizio: può generare problemi legali o di compliance.
La differenza tra un progetto che arriva in produzione e uno che viene cancellato sta quasi sempre nella fase di definizione: quanto è chiaro il perimetro di autonomia dell'agente, come sono gestiti i casi eccezionali, chi è responsabile quando qualcosa va storto, e come si misura il valore prodotto rispetto ai costi di sviluppo e manutenzione.
Cosa cambia per chi gestisce il processo oggi
Gartner descrive il cambiamento in corso con una formula precisa: dal people management all'AI leadership. I responsabili del customer service non gestiranno più principalmente persone, ma sistemi AI che operano in autonomia. Questo vale anche per chi coordina l'onboarding: il lavoro si sposta dalla gestione delle singole pratiche alla progettazione dei flussi, alla supervisione delle performance degli agenti e alla gestione delle eccezioni.
Le aziende che adottano questo approccio in modo deliberato, partendo da una mappatura chiara dei processi e da una governance definita prima dell'implementazione, sono quelle che Gartner indica come meglio posizionate per ottenere efficienza operativa, migliorare l'esperienza cliente e mantenere un vantaggio competitivo nel mercato in evoluzione.